Il dubbio
I dubbi che assalgono ciascuno di noi fanno parte della complessa personalità che ci accompagna dalla nascita alla morte. Domande più o meno simili e di facile soluzione quando si tratta di ponderare su scelte di base (cosa mangio? Farò bene a fare questo? Come devo comportarmi?), ma che raggiungono gradi di importanza diversi quando la scelta per cui si opta può anche portare ad una radicale rivoluzione delle proprie abitudini.
Cambiare città , lavoro, partner, oppure decidere di punto in bianco di abbandonare un progetto, hanno come risultato un'evoluzione di ciò che ci sta attorno, siano esse cose o persone.
Nei momenti cruciali della vita c'è sempre un dubbio che si insinua come un tarlo nella mente, qualcosa con cui si deve andare allo scontro diretto, poiché non basta accantonarlo, lui torna sempre a ripresentarsi. Ognuno di noi ne ha, e il più preponderante è di sicuro quello dell'autostima, una sorta di campanello che squilla nei momenti topici, quando cioè dobbiamo dimostrare di che pasta siamo fatti. Nessuno può dire di non averne, e chi lo fa è solo per difesa o per semplice ignoranza.
Luciano de Crescenzo ha coniato a tal caso un efficace aforisma: “Solo gli imbecilli non hanno dubbi”; “Ne sei sicuro?”; “Non ho alcun dubbio!”
E' anche vero che una vita appagata non è lastricata di dubbi, quindi imparare come affrontarli e lasciarseli alle spalle, avrà come ricompensa la pace interiore. La quotidianità comunque non ci permette di poter fare scelte, essa è come un vortice che ci risucchia e non lascia il tempo alla meditazione. I brevi attimi liberi li usiamo per risolvere i dubbi minori, mentre quelli importanti li trasliamo alle ore notturne, dove sdraiati su di un materasso che si trasforma in un piano di rocce appuntite fissiamo il soffitto o il punto luce in cerca di ispirazione. Il risultato è palese: il dormire è, al pari di mangiare e bere, un elemento fondamentale della vita; privarsene significa andare incontro a gravi squilibri fisici e mentali che portano a malanni e confusione.
Ogni età ha le sue domande, nessuno può pensare di condurre un'esistenza senza pensieri, sarebbe comunque come privarsi tutte quelle esperienze positive e negative che concorrono a formarci. Non cedere alla tentazione delle proprie certezze, e riflettere prima di agire. Il dubbio ci aiuta anche ad avere un senso del limite, a non sentirci onnipotenti e infallibili. Ma attenti a distinguere tra il dubbio sano e quello patologico che porta a domande infinite.
Quindi il dubbio può essere un'arma potente nelle nostre mani? Se ben usato senz'altro, è una risorsa e un confidente, la famosa “vocina” che ci parla nella testa, indirizzandoci verso scelte.
Già fin dall'antichità tale forma di pensiero è stato analizzato, prendendo come esempio Cartesio che ha formulato il metodo del dubbio metodico, cioè il dubbio universale e totale che rifiuta ogni opinione che sia sospettabile di falsità . Questo perchè i nostri sensi spesso ci ingannano e non è prudente dargli piena fiducia, poiché siamo stati creati non da un Dio buono e saggio, bensì da un genio maligno che ci vuole ingannare. Quindi l'unica ragione è quella dell'Io, inteso come soggetto del pensiero e l'unico in grado di farci prendere le giuste decisioni. Cogito ergo sumesprime tale capacità , quella dell'uomo che ha la certezza indubitabile in se stesso, quale soggetto pensante.
Concetti difficili e puramente astratti, pensati anni luce lontano da noi, ma che comunque ci fanno capire che il dubbio ha da sempre rivestito un fattore importante nello sviluppo umano e societario.
Esprimere dubbi, abbandonarsi ad essi, fugarli, sono azioni che abitualmente svolgiamo durante lo scorrere del tempo, piccoli punti interrogativi che nella maggior parte dei casi eliminiamo automaticamente, grazie alla capacità del cervello di adattarsi agli eventi. E meno male, perchè altrimenti saremmo subissati e finiremmo col rimanere bloccati, incapaci di eseguire qualsiasi azione.
Oggi buona parte dei dubbi ce li toglie internet, grazie alle rapide ricerche che eseguiamo su Google, diventato ormai un confidente insostituibile, quasi un caro amico. Il punto interrogativo spunta sulla testa? Di corsa alla tastiera, o dito pronto sullo smartphone. Bastano poche frazioni di secondo e la risposta è pronta. La maggior parte di noi si limita ai primi risultati, perchè pensiamo che se compare così in alto significa che è quella giusta; niente di più sbagliato, nel complicato universo di Google stare in alto significa più cose, prima tra le quali aver versato una cifra maggiore. Quindi non abbandoniamoci a verità preconfezionate, ma ritorniamo a pensare con la testa, magari valutando i pro i contro di una risposta e confrontando il tipo di dubbio con altri utenti che magari sono riusciti a risolverlo (chat, forum).
E per non finire come un novello Sant'Agostino che per primo ne dimostrò le contraddizioni, nel dubbio chiudo qui e corro a cogitare.

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